PREMESSA

Come molte altre storie, anche la nostra ha inizio in una tranquilla e monotona serata d’inverno. È Gennaio 2017, mi trovo a Malta, piccola isola mediterranea brulla e soleggiata, dove da tre anni circa vivo e lavoro in un piccolo healthy food café. L’isola è chiamata dai locals “the rock”, ovvero lo scoglio, per via delle sue dimensioni ridottissime. Malta è di fatto una nazione piccolissima, quasi microscopica. A causa del “via libera” alla speculazione edilizia concesso dal governo laburista di Joseph Muscat, e grazie alla scandalosa “vendita dei passaporti”, l’isola si sta trasformando negli ultimi anni da “Perla del Mediterraneo” a “Dubai del Mediterraneo”.

Cammino come ogni sera lungo la “promenade”, il lungo mare di Sliema. Sto aspettando che Sancho si decida a fare pipì prima di rientrare a casa…

...continua

Il pelosone è a suo agio al mare, dopotutto è cresciuto a Malta. Adora nuotare, anche se è nato in montagna, nel Bed and Breakfast della famiglia del mio ragazzo, immerso nel verde dell’altopiano di Asiago. Non credo abbia ricordi del verde, dei prati, dei boschi… ma mi piace pensare che un giorno, forse, salterà fuori dal sedile posteriore dell’auto per atterrare su un soffice cuscino d’erba fresca e conoscerà finalmente il sapore dell’acqua dei torrenti.

Sancho si decide a fare i suoi bisogni, riportandomi alla realtà. Rientro a casa, sognando di essere fra i prati verdi di un paese sperduto.

A casa incontro il mio ragazzo, quella sera stava leggendo un articolo che parlava degli affitti in Spagna e Portogallo. In quel periodo stavamo pensando assieme a degli amici di cambiare aria, Malta ci stava spegnendo e avevamo bisogno di nuovi stimoli e di un cambio di ritmo. Marco mi fa: “…hai idea di quanto viene un affitto in Spagna? Incredibile…”. A Malta il costo degli affitti era quasi triplo, senza contare il costo della vita (supermercati, ristoranti, servizi…). Navighiamo un po’ assieme, vediamo delle foto di casolari in Spagna, e case di mezza montagna nella Serra de Gerês, fra Spagna e Portogallo.

A quel punto, conquistati dalla bellezza dei paesaggi, e attirati dal costo della vita in questi paesi, iniziamo a pensare seriamente a prenderci un periodo di vacanza per andare all’avanscoperta. Erano anni che non si andava veramente in vacanza, per via del fatto che non è semplice uscire dall’isola con un cane di 30kg.

Dopo qualche giorno succede un fatto che ha dell’incredibile. Marco riceve una chiamata da un suo amico e collaboratore di base a Lisbona, che aveva bisogno di un particolare tipo di training lavorativo. Senza pensarci due volte, pianifichiamo un soggiorno a Lisbona di li a qualche mese, sarebbe stata un’ottima occasione per evadere da Malta per qualche tempo, Marco avrebbe potuto lavorare in settimana e godersi i weekend, e io avrei potuto approfittarne per tirare un po’ il fiato dopo anni di lavoro non stop.

Naturalmente uscire dall’isola si dimostra un processo molto complicato, eravamo entrati per via aerea (con Sancho nel cargo, a 450€), ma i prezzi dei voli con trasporto animali erano raddoppiati in quei 3 anni, toccando una cifra per il solo trasporto del cane di più di 890€ a tratta (esclusi gli handling fees). L’unica soluzione è raggiungere il nostro paese natale in Italia via terra, prendendo un traghetto da Malta alla Sicilia, risalendo con i mezzi tutta la dorsale appenninica. Giunti alla nostra seconda casa, avremmo potuto prepararci ad un lungo ed entusiasmante road trip a tappe, per coprire i 3200km che separano Vicenza da Lisbona. Ma questa è un’altra storia 🙂

INIZIO DEL CAMMINO

Villa Franca de Xira

La nostra avventura sul cammino Portoghese inizia qui, un bel giorno di Maggio, dal Parque de Campismo de Vila Franca de Xira. Il campeggio di Vila Franca è economico e probabilmente il migliore che abbiamo incontrato lungo il nostro cammino! Per Sancho era la prima volta in tenda, devo dire che è stato tranquillo e non ha creato problemi! Questo campeggio è stato uno dei pochi dove ho pagato solo 3€. Ricordo di aver pensato: “perfetto, se i campeggi sono tutti così belli ed economici non avremo problemi a trovare posti dove dormire!”.

La mattina ci mettiamo in marcia, carichi di energie, è la nostra prima tappa… e ci sembra infinita! Il primo pezzo (5km) si snoda in mezzo a campi di granoturco, i rimanenti 15km costeggiando una strada secondaria asfaltata per terminare su uno stradone principale piuttosto trafficato! Attenzione, sulle strade laterali in terra battuta meglio non sostare, ci sono zecche (Maggio 2017).

Azambuja

Giungiamo sfiniti in questo piccolo paesino… La prima cosa che ho fatto? Mi sono recata dai bombeiros per chiedere ospitalità. Il responsabile di piantone (avrà avuto 22/25 anni) non capiva una parola di Inglese, ma grazie a un pellegrino bilingue siamo riusciti a farci capire!

Abbiamo così coperto a 8 zampe 🙂 (sia io che sancho a quattro zampe) le rampe di scale della stazione, ognuno con il proprio zaino; nessuno ci ha seguiti per suggerirci dove potevamo dormire… semplicemente ho visto dei pellegrini e ho intuito che quella grande sala con i materassini yoga a terra era il posto dove dovevamo sostare! Mi sono sistemata a terra, Sancho al mio fianco, tranquillo e silente. Dopo 5 minuti arriva una signora dei bombeiros e mi spiega che li non potevo starci con il cane e che in quello stanzone ci potevano stare solo esseri umani. Dopo la giornata in mezzo al traffico con zaino e mille preoccupazioni per il cane, lo stress mi ha fatta scoppiare a piangere. Il nervoso, la stanchezza… il miraggio di un posto al coperto per trascorrere la prima notte di cammino era svanito,!

E adesso? La signora mi spiega che il cane poteva stare fuori, in un posto dove buttavano di tutto, una specie di magazzino semi-coperto! Così a malincuore scendo le tre rampe di scale, trovo il magazzino e… monto la tenda.

Dopo qualche minuto, la signora un po’ scioccata vedendomi delusa mi fa: “ma tu puoi dormire dentro”… e io, ancora quasi in lacrime: “è il suo primo giorno, ha camminato così tanto e sopratutto non è abituato dormire da solo…”. In seguito il cammino mi avrebbe insegnato come comportarmi in queste situazioni, ma l’inesperienza e lo shock del primo rifiuto non mi ha permesso di reagire. La signora chiude la porta e se ne va!

La fame cominciava a farsi sentire, così me ne sono andata con Sancho in un bar vicino… e in preda all’ansia ho chiamato il mio ragazzo raccontandogli l’episodio! Non mi sono accorta di nulla mentre ero al telefono, ma quando ho chiuso la chiamata mi sono accorta che li di fiaco c’erano delle persone che avevano sentito la telefonata, erano i gestori del bar.

Con una gentilezza e una cordialità davvero inaspettati, questa coppia cordialissima ha trovato per me e Sancho una soluzione decisamente più umana, il loro magazzino privato. La loro ospitalità e loro parole semplici: “per lo meno non soffrirai il freddo!” mi hanno confortato e ci hanno dato coraggio. Su loro invito mi sono fermata li per due notti, utili ad organizzare i miei pensieri un po’ confusi, riprendermi dalla disillusione e calmare i nervi.

Salutati i miei salvatori, alla mattina del secondo giorno verso le 4.30 io e Sancho ci siamo rimessi in cammino, di nuovo in carreggiata. Lungo la strada incontro un bar con la scritta “Sosta per Pellegrini” nel quale, per via della visita a Fatima di Papa Francesco (Maggio 2017), ogni pellegrino ha ricevuto acqua, cibo e caffè (anche Sancho ha ricevuto della carne e degli affettati). Da qui in avanti, strada diventa molto pericolosa, tanto che un poliziotto ci ferma e mi dice che a Cartaxo avrei trovato dei volontari che regalano delle giacche rinfrangenti! Ovviamente li raggiungiamo e le volontarie ci consegnano due giacche, una a me e una a Sancho!

Cartaxo

Paesino piccolo e un po’ anonimo, almeno da mia impressione niente di che, un paesino di passaggio! Alla fine qui dopo tanto girare, ho trovato posto al coperto per me e Sancho all’Ateneo Artistico Cartaxense, al costo di 2€.

Alla mattina ripartiamo presto, un altro giorno di cammino, un altro tratto di strada pericoloso e trafficato… sotto l’acqua!

Povoa da Isenta

Qui ho avuto grosse difficoltà a trovare un alloggio, e ho dovuto chiedere una mano al mio ragazzo che tramite numerosi tentativi ha trovato un alloggio su AirBnb. La soluzione era molto costosa, ma non c’erano alternative, così prenotiamo e trascorro una notte a Povoa pagando ben 46.50€ (!!!). Perché mi sono fermata proprio li? Pioveva a dirotto e la strada era pericolosa! Quindi ho deciso di fermarmi nel primo posto dove Sancho era il benvenuto. Povoa da Isenta è un altro piccolo paesino di passaggio, dove vivono 3 anime – un paesino fantasma con un gran numero di abitazioni abbandonate e decadenti. Vi dico solo che quel giorno pioveva così tanto che Sancho si è fatto mettere il Poncho!

Riprendiamo il cammino la mattina presto, strada ancora asfaltata per arrivare nella bellissima città di Santarém! Scrivo nel gruppo cammino di Santiago disperata ”non ne posso più di queste strade!” Un pellegrino mi da la speranza di cui avevo bisogno, dicendomi che dopo Santarém sarebbe stato molto più bello. Mi rimetto in marcia per cercare un posto dove dormire, e il bello di questo mio cammino è che raramente ho cercato un alloggio sulla lista degli albergue o in ufficio turistico, ma ho quansi sempre preferito chiedere alle persone per strada! E per me la cosa è stata ancora più sentita! Mi sono veramente sentita una pellegrina alla scoperta del Portogallo!

Santarem

Grazie ai preziosi consigli della gente del posto, ho trovato a Santarem un alloggio meraviglioso per trascorrere la notte (letti nuovi, lenzuola in cotone) a 17€. L’ostello si chiama N1 Hostel Santarem, e lo consiglio vivamente a tutti i pellegrini. Qui Sancho, per la prima notte, avrebbe dormito nel garage della struttura da solo! Confesso, ero un pò preoccupata mentre ero a letto e lui era in garage, ma poi la stanchezza ha avuto il sopravvento e mi sono addormentata. La mattina seguente scendo gli scalini per il garage in volata, e trovo Sancho felicissimo che mi fa festa… contenta di vederlo bene gli dico: “ma credevi che ti avrei abbandonato?!” 🙂

Finalmente mi lascio lo stradone trafficato alle spalle e inizio un tratto di strada bianca, Sancho è libero dal guinzaglio e io tiro il fiato e mi godo finalmente il cammino!

Achete

Il caldo e la salita della strada che collega Santarem ad Achete si stavano facendo sentire prepotentemente, perciò ho deciso di fermarmi in un bar dopo circa 15km di cammino e chiedere consiglio su dove io e il mio peloso potevamo dormire quella notte. Come sempre, la domanda spiazza un po’ tutti, la gente sembra non sapere dove mandarci o come aiutarci! Ma una cosa che ho imparato dal cammino è con la calma con un pò di pazienza una soluzione la si trova!

Infatti, poco dopo, la signora del bar, non vedendo altre soluzioni per noi mi dice: “abbi pazienza mio marito ti sta preparando una camera a casa nostra, verrà a prenderti fra un’ora…”. Che dire? I portoghesi hanno un cuore grande, ecco perchè ho cominciato ad amare il Portogallo. Oltre ai posti meravigliosi che ho incontrato lungo il cammino Portoghese con il cane, è la gente che mi ha fatto amare questa esperienza. Nonostante in tanti non parlino né l’Italiano né l’Inglese, si impegnano a fondo per capirti con una genuina volontà di dare una mano!

Grazie all’aiuto di questa splendida signora e della sua famiglia, giungo in una piccola casetta, tanto modesta quanto accogliente e piena di vita! La signora è madre di una bambina di tre anni e di un ragazzino di 11, in casa ha una gatta con tre gattini appena nati e un cagnolino di sei mesi che fa subito amicizia con Sancho! Per me è stato come essere a casa!

La bambina dopo poco era seduta sulle mie gambe, felice, curiosa e sorpresa di incontrare questa straniera con lo zaino grande tre volte lei. La bimba gioca un po’ con Sancho, e dopo poche ore prende confidenza, sale sul letto che mi avevano preparato e inizia a dormire! Era così tenera e dolce che l’ho lasciata riposare sul letto, fino a che i genitori non l’hanno prelevata e portata ancora addormentata nel suo lettino!

L’indomani, cercando di muovermi con passo felpato per fare meno baccano possibile, mi dirigo verso l’uscita ma i piccoletti si alzano subito come molle, pronti a vedere la mia partenza con Sancho! A quel punto non ho potuto fare altro che chiedere se potevo fare una foto alla famiglia… tutti mezzi addormentati e in pigiama erano li pronti a salutarmi! Queste persone mi hanno davvero colpito! Persone modeste con valori nobili, una famiglia unita, come poche al giorno d’oggi! Esco di casa e mi dirigo verso la strada principale, dove avrei incontrato il mio ragazzo.

Tratta in auto da Casais de Vale Flores a Nazaré (grazie al mio ragazzo che ha approfittato del weekend per venirmi a trovare).

Nazarè

Nazarè una delle più belle città della costa, sormontata da una perla rara: la bellissima Sitio! La zona è meravigliosa e si riesce ad apprezzare appieno il retaggio culturale di un Portogallo ancora genuino, dall’anziana signora che ripara bambole fuori dall’uscio di casa, alle bancarelle di artefatti locali (fatti a mano e tutti diversi) alle persone stesse! La “voglia di non perdere le radici” questa è stata la mia sensazione. Bella, molto bella. La notte ho trovato una stanza Pet Friendly su Airbnb a 10€, nella zona bassa di Nazaré, a pochi metri dalla spiaggia, presso casa di una signora gentilissima che aveva una cagnolina vecchia ma simpatica!

La mattina presto mi incammino lungo una pista ciclabile (infinita!) che affianca una foresta di eucalipto. L’eucalipto ci accompagnerà per molti chilometri, non è una pianta originaria del posto a quanto mi è stato detto, ma per via delle sue proprietà è stata piantata un po’ ovunque in Portogallo (creando in realtà molti problemi, la sua corteccia è altamente infiammabile).

Vale Furado

Vale Furado si trova sulla “Rua da Praia”, una lunghissima via che fa parte della Strada Atlantica, e che collega Nazaré alla città successiva. È una via un po’ monotona a tratti, ma ha “un suo perché”! Mi dicono che gran parte delle case in questa zona siano abusive, soprattutto quelle sulla costa, nella migliore delle ipotesi si tratta di case vacanze disabitate 10 mesi all’anno. L’unico locale aperto lungo questa via è un bar/ristorante dove incontro due ragazzi simpatici che mi danno subito alcune dritte su dove accamparmi per la notte con la mia tenda, e inviano me e Sancho a mangiare insieme (a un buon piatto di pasta non si dice mai di no!). Al bar incontro anche quello che in seguito avrei saputo essere una “vecchia pop star”, il chitarrista dei Fool’s Garden, quello di “Lemon Tree”.

I ragazzi del bar sono davvero super cordiali, ma c’è qualcosa che non mi convince. Forse perché erano due uomini e mi stavano offrendo un po’ troppo vino, forse perchè mi sentivo sola in un paesino che non conoscevo o forse perché l’unico aiuto immediato in caso di bisogno sarebbe stato Sancho… Ho deciso di salutare e spostarmi in un posto tranquillo e un po’ appartato. Su suggerimento del padrone di una casa non troppo lontana, accetto di accamparmi nel suo giardino con la tenda. La mattina seguente mi sveglio con la tenda completamente fradicia di condensa… Sancho non aveva chiuso occhio! Aveva percepito probabilmente che io non mi sentivo al sicuro, perciò è rimasto di guardia tutta notte! ❤️

Altro tratto di strada in costa, oceano da una parte, eucalipto dall’altra, bellissimo ma molto lungo. Da qui in avanti i paesini in costa che incontrerò saranno molto simili l’uno all’altro, ma a loro modo unici e indimenticabili!

Sao pedro de moel

Entrata a sei zampe in questa grande città, incontro tre simpatiche signore di mezza età, ognuna con il proprio cane. Prendo subito la palla al balzo per chiedere dove poter dormire con il cane. Le tre comari mi indicano un’affittacamere, io accetto il consiglio con piacere anche perché il campeggio locale chiedeva 18€ solo per piantare la tenda. Doveroso sottolineare che in questo periodo Papa Francesco era atteso a Fatima per il centenario delle apparizioni ai tre pastorelli, pertanto i gestori dei campeggi hanno alzato i prezzi come fosse già alta stagione. Decido di prendere una camera in affitto, mi dirigo dalla proprietaria, il posto è comodo, a soli 500m dal mare. La camera da letto è pulita e ha un bagno privato (finalmente) e uso cucina! Totale 20€.

Altra strada ciclabile, boschi di eucalipto da una parte, oceano dall’altra!

Praia da Vieira!

Paesino molto bello, sempre in costa, le spiagge di questi paesini sono tutte abbastanza simili. Sancho adora il mare le spiagge, adora scavare, buttarsi in acqua, perciò sono felice di aver scelto la costa! Un pò di relax per il mio peloso… se lo merita! 🙂

Arriviamo al bar, solito “tosta com queso e manteica” (toast imburrato con formaggio) – per i vegetariani come me, una salvezza e una condanna allo stesso tempo, e una bella birra Sagres fresca! Mentre ci godiamo il break, comincio a parlare con la gente del posto e chiedo se c’è un posto dove dormire con il cane. Mi indicano un campeggio a pochi metri dal bar. La signora del bar mi dice che se questo campeggio è troppo costoso per me, sarebbe stata felice di ospitarmi gratis a casa sua! 🙂 (cara). Mi dirigo al campeggio, il ragazzo della reception – gentilissimo – mi prepara il conto: 4.09€. Confermo, e inizio a montare la tenda!

La mattina seguente, lo stesso ragazzo dello staff del campeggio mi dice che se mi fa piacere può darmi un passaggio in auto fino Figueira da Foz, dato che in mattinata avrebbe comunque dovuto recarsi li per incontrare un amico. Il tratto in auto ci avrebbe fatto risparmiare circa 9-10 ore a piedi sotto il sole cocente e in mezzo al nulla, e con il peso di almeno 3 litri di acqua extra – non previsto.

Decido di approfittare della gentile offerta, così la mattina io e Sancho partiamo in auto con questo gentile ragazzo e ne approfittiamo per fare una chiacchierata e informarci sulla prossima tappa! Un grazie speciale a questo portoghese dal cuore d’oro che per me e Sancho ha fatto il possibile nel modo più genuino e spontaneo possibile!

Figueira da Foz

Città moderna, molto bella, piena di piste ciclabili in legno che costeggiano l’oceano e decine di chilometri di spiagge splendide! La prima cosa che ho fatto al mio arrivo? Innanzitutto ho fatto un bel giro per la città, 3-4 ore alla scoperta di Figueira. Successivamente, verso il tardo pomeriggio, mi sono recata su consiglio del nostro “cicerone” all’ufficio del turismo locale (in portoghese “punto de turismo”).

All’ufficio del turismo ho incontrato due signore “pazze” 🙂 che mi hanno fatto ridere come non ridevo da mesi, non capivano una parola di Inglese e scoppiavano a ridere come due bambine ad ogni tentativo di comunicazione! Alla fine, con tanta pazienza e tante risate, ci siamo capite, e soprattutto è passato chiaro e tondo il messaggio che non avevo nessuna intenzione di spendere 50€ al giorno per un appartamento di alta qualità dove passare la notte (si, questi sono i prezzi agli uffici turistici) e che avevo solo bisogno di un posto dove passare la notte al coperto e in sicurezza, possibilmente con un letto vero, e un bagno vero.

Così, una delle due signore, contatta un’amica e riesce a trovarmi una stanza a 15€ a notte! Niente male! 🙂 Ne approfitto e mi fermo per due notti, la città era molto bella e i prezzi adeguati al mio budget da pellegrina squattrinata. La sera, gironzolando, ho trovato una pizzeria (Pizzeria Clàudio) gestita da un genovese, dove ho mangiato una delle pizze più buone della mia vita…

Tratto a piedi da Figueira a Quaiaios, tutto lungo mare, strada bianca e a tratti asfaltata ma non trafficata, passaggio attraverso un bel parco.

Quiaios

Altro paesino della costa piuttosto anonimo, dove trascorro solo una notte in campeggio, stanca per i km fatti! Niente di che, credo che la voglia di immergermi nuovamente nei boschi e nel verde stesse avendo il sopravvento rispetto all’indubbio fascino dell’Oceano.

Finalmente arriva il weekend, e con il weekend il mio ragazzo è di nuovo per strada diretto verso nord, per trascorrere qualche giorno con me e Sancho. Ci incontriamo a Quiaios, e decidiamo di fare un break e dirigerci verso l’entroterra, destinazione Coimbra. Tratta in auto attraverso il parco Boa Viagem (“Buon Viaggio”) per poi perdersi fra un dedalo di strade e stradine secondarie fino a destinazione.

Coimbra

Città molto bella! Ma abbastanza cara se confrontata con il resto dei posti dove sono stata! Coimbra è la città universitaria per eccellenza in Portogallo, oltre ad essere incredibilmente affascinante sotto il punto di vista architettonico e artistico, è anche un paradiso per gli sportivi. Il parco nautico di Coimbra copre una superficie immensa, si trova sulla sponda opposta del fiume rispetto alla zona urbana.

Qui assieme al mio ragazzo che è venuto a trovarmi (si, si è fatto un botto di chilomentri ogni weekend, caro…), abbiamo deciso di fare un’esperienza in kayak lungo il fiume Mondego… naturalmente con Sancho a bordo! È stato veramente eccezionale, non era un percorso pericoloso, anzi è stato molto tranquillo e rilassante, trasportati dalla corrente per quasi 20km dovevamo pagaiare solo per correggere la direzione! Sancho inizialmente un po’ dubbioso ci ha dapprima seguito a nuoto per i primi metri e poi ha deciso di salire sul kayak e si è messo comodo e tranquillo per tutto il percorso! 😀 La sera abbiamo dormito in un alloggio AirBnb Pet Friendly, se non conosci Airbnb leggi qui perché è fantastico e perfetto per chi viaggia con il cane a 16€ in una camera matrimoniale a un paio di km dal parco di Coimbra!

Dopo questa bella esperienza a Coimbra torno in costa, dove il mio ragazzo ci aveva prelevati. La decisione nasce dal fatto che a Coimbra avevamo toccato i 30 gradi e… non era previsto nemmeno un filo di vento per tutta la settimana seguente – da morire! Si parte quindi per Tocha.

Tocha

Altro paesino della costa nel quale mi fermo solo per dormire in un campeggio per una notte, costo 7.20€. I paesini sulla costa sono molto simili l’uno all’altro, e Tocha non fa eccezione.

Lascio il campeggio e percorro un lungo tratto a piedi lungo una pista ciclo-pedonale che costeggia l’oceano e attraversa boschi e dune sabbiose.

Mira

Alle spalle di questo paesino di pescatori si trova una laguna d’acqua dolce detta la Barrinha. Proprio in questa zona lagunare ho trovato un bel campeggio dove con circa 9.80€ ho avuto piazzola per tenda, accesso x Sancho e bagno con doccia. Alla reception di questo “parque de campismo” conosco Ana, una porteghese del posto, con la quale scambio quattro chiacchiere. Ana mi racconta un pò della sua vita e di quanto le sarebbe piaciuto fare un’esperienza simile alla mia. Così, parlando del più e del meno, insiste per portarmi ad Aveiro, dato che non aveva niente da fare e sopratutto… le faceva piacere fare un’altra chiacchierata! Donne siamo, donne rimaniamo!

La sera, nei pressi della Barrinha, mi fermo in un locale dove trovo per la prima volta dall’inizio del viaggio una varietà incredibile di deliziosi piatti vegetariani e succhi di frutta freschi spremuti sul posto! Inutile dire che ne approfitto per strafogarmi – qualche sfizio bisogna pur toglierselo! 😛

Al campeggio della Barrinha dormo male, causa festa paesana con tanto di sound system a bomba fino alle 5 di mattina. Dormire in tenda ha i suoi “pro”, ma ha pure tanti “contro”, soprattutto se non si è pensato a portarsi dei tappi per le orecchie.

Mi alzo distrutta dopo una notte insonne causa rumore assordante della vicina festa paesana, e approffito moooolto volentieri del passaggio offerto da Ana il giorno seguente fino ad Aveiro!

Aveiro

La “Venezia del Portogallo”, città interessante, ma per i miei gusti un po’ troppo kitsch. Molto più cara di Coimbra! Al mio arrivo vengo attirata dalla particolarità dell’architettura locale, ma cerco di rimanere concentrata, devo trovare assolutamente un posto dove trascorrere la notte. Cerco letteralmente ovunque, non trovo niente! Nessun ostello, albergo, affittacamere… nessuno ha un letto da offrire a me e a Sancho.

Mi fermo in un bar, letteralmente esausta dopo un giorno alla ricerca di un alloggio. Con l’ultima goccia di speranza rimasta, chiedo ad una ragazza seduta fuori dal bar se conosce un posto dove posso dormire con il cane quella notte… Qui succede un piccolo miracolo, la ragazza mi dice di attendere un momento, si alza, si allontana. Passano due minuti, cinque minuti… ritorna. Mi guarda negli occhi, io attendo, mi dice: “ascolta, io abito a Gafanha do Carmo, ti porterò fuori rotta, ma puoi dormire da me tranquillamente! Mia madre ha detto che sei la benvenuta, lei ama i cani gestisce un hotel per cani!”. Lo so, sembra frutto della mia fantasia, ma è la realtà ragazzi. Accetto la proposta e ringrazio la mia salvatrice 🙂

Dopo tutte le esperienze e le vicissitudini del cammino, ho imparato a farmi guidare dall’istinto e dalle persone, e ad accetare qualsiasi soluzione, anche se “fuori” dal cammino! Alla fine, per me, il cammino è stato anche questo! “Grazie” alla mia disorganizzazione genetica, che spesso mi viene rimproverata, e per via del mio istinto che mi porta a lasciarmi guidare dal fato, sono riuscita a conoscere persone con un cuore grande!

Nell’attesa che precede il viaggio verso Gafanha do Carmo, conosco anche delle ragazze – innamorate di Sancho – che vogliono a tutti i costi una foto con il pelosone, e niente… ecco la foto!

Dopo poche ore la mia salvatrice si fa viva, suona il clacson e in macchina e mi accompagna fino a casa di sua madre! 

FOTO CON SANCHO E LE RAGAZZE

La mia salvatrice ci porta a casa sua in auto, siamo la coppia più fortunata del mondo in questo momento, e il bello deve ancora venire…

Gafana do carmo

A Gafana conosco la famiglia della mia salvatrice, e la sua mamma, una signora grande e generosa! La signora si scusa per non aver avuto il tempo di fare il letto (io mi commuovo) ma mi dice che la camera è pulita! Io ero quasi impallidita dalla generosità e dalla gentilezza della signora, e le dissi “signora, non si deve assolutamente scusare, sono io che mi scuso per averla disturbata!”. 🙂 Lei, tutta una gioia “sono felice che sei qui, ci hai portato una boccata di vita!”. E li mi viene un groppo alla gola…

Quella sera mi preparano un piatto di pasta e mi invitano ad assaggiare il vero vino di Porto (buonissimo, altro che quello da supermercato!), e un altro vino del sud del portogallo, il Teralenta. La serata è splendida, condividere una semplice cena con queste due donne mi ha fatto sentire davvero benvenuta e… a casa! Avevo incontrato una seconda madre, e una sorella, pronte ad ascoltare le mie avventure e a condividere le loro.

La notte trascorre serenamente, in un letto comodissimo! Dormo bene… un sonno profondo, senza sogni. Il giorno dopo le mie nuove amiche preparano la colazione, un buffet “da campioni”. Ci salutiamo, con la solenne promessa che un giorno sarei tornata a trovarle! ❤️

Passaggio in macchina fino a Costa Nova, riposata, piena di speranza.

Costa nova

Il classico paesino da cartolina, ogni muro ricorda il tessuto a righe degli sdrai da spiaggia: casette tutte colorate a righe gialle o blu o rosse! Bellissime! Sembrava di essere in un set cinematrografico! ☺️ Decido di fermarmi anche qui in un piccolo campeggio a circa un chilometro dal centro. Piazzola e tenda, più la sottoscritta e il pelosone a 8.20€ per la notte. Più che accettabile.

 

Da Costa Nova decido di tornare ad Aveiro e prendere il treno per Porto. Le mie scarse finanze cominciano ad essere un pensiero fisso, l’unica soluzione per provare ad arrivare nella verde Galizia è saltare un po’ di tappe.

Mappa

Clicca sulla mappa per aprire l’immagine gigante!

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