PREMESSA

In questa pagina trovi la seconda parte del nostro cammino Portoghese a sei zampe. Molti pellegrini decidono di partire da Porto per arrivare a Santiago in breve tempo passando per la parte più bella del cammino Portoghese. Quindi ho pensato di suddividere in due parti il nostro report. Se vuoi seguire le nostre tappe dall’inizio, clicca sul pulsante…

Porto

Una delle mie città preferite! Qui decido di dormire per due notti in un bnb perché noto che Sancho inizia ad essere veramente stanco, e sopratutto ha bisogno di sentirsi “a casa” per almeno 48 ore… così ci prendiamo un pò di riposo. Sancho è così stanco che ha preferisce prendere l’ascensore piuttosto che fare le scale per raggiungere l’alloggio! Poverino!!!

Avevamo decisamente bisogno di dormire bene e nello stesso posto per almeno un paio di notti! E cosi fu 🙃

Da Porto procediamo in treno fino a Povoa de Varzim

Povoa de Varzim

Paesino carino, anche se non l’ho apprezzato più di tanto perché sono arrivata con la pioggia, e… sono pure partita con la pioggia! A Povoa ho trovato subito un albergue dove accetavano Sancho, non in camera con me chiaramente (…) ma in garage! Pioveva troppo per fare i difficili, e poi Sancho era ancora stanco, erano giorni che viaggiavamo e sono sicura che non si sarebbe lamentato della sistemazione in garage! Durante la notte non vola una mosca, capisco che nel cuore del mio amico peloso, la fiducia nei miei confronti è aumentata davvero tanto.

Continua a piovere, ma per lo meno le strade non sono super trafficate e c’è un marciapiede che costeggia la via! Ci facciamo coraggio, e affrontiamo le intemperie: cane bagnato, cane fortunato – e anche un po’ puzzone.

Parque de campismo do rio alto

La meta oggi è indifferente, ci serve un tetto sulla testa quanto prima perché piove, piove, piove… ci fermiamo in un campeggio, il primo che incontriamo, dove ci viene assegnata una mega tenda refettorio sotto alla quale montare la nostra piccola casetta portatile. Trascorro con Sancho una notte abbastanza serena, al riparo da vento e intemperie, ne approfitto per sistemare gli appunti di viaggio.

Partiamo presto, e maciniamo chilometri su strade asfaltate, attraversiamo boschi di eucalipto, e alla fine arriviamo dinnanzi all’enorme Ponte di Lima… una visione davvero impressionante! Il ponte ci porta dall’altra parte del fiume, verso Viana do Castelo.

Marinhas

Campeggio anonimo, tappa anonima.

Strada anonima.

Viana do Castelo

Arrivati a destinazione molto presto, alle 13.20, troviamo subito un albergue, entriamo alla “reception” e nonostante l’orario c’è una fila di dodici pellegrini che aspettano l’apertura prevista per le 15.00! Io attendo fuori, seduta a terra, con Sancho al mio fianco, fortunatamente sul muro esterno trovo una presa per caricare il mio telefono e ne approfitto per navigare un po’. 🙂

In un batter d’occhio, senza accorgermene, esco dalla realtà virtuale dello smartphone e sono già le tre di pomeriggio. I pellegrini mi incoraggiarono a passare avanti, ma io preferisco entrare per ultima – avevo notato che la signora che si occupava di registrare gli ospiti era abbastanza tesa! La tattica si dimostra efficace, perché quando arriva il nostro turno Sancho era già entrato nel mondo dei sogni, steso come al solito… in stile tappeto!

In quel momento arriva un signore di una certa età, alto, ben vestito, si ferma a guardare Sancho in silenzio – non so come descrivere questo sguardo, sembrava uno sguardo di compassione. Con voce calda e tranquilla dice: ”è una delle creature di Dio, non ha il dono della parola, ma solo con uno sguardo si fa capire…”. Questo signore continua a guardarlo in silenzio per qualche altro secondo. Sancho, con il suo sguardo stanco, si fa capire… e chiede con gli occhi se può dormire li :). Dopo qualche istante, chiedo conferma al signore, evidentemente un responsabile dell’albergue, che risponde: ”come posso dirgli di no!”.

Ci incamminiamo verso l’albergue, con il resto dei pellegrini a seguito, il luogo in cui ci trovavamo era infatti solo una reception, l’alloggio vero e proprio dista mezzo chilometro. I pellegrini che erano con noi, e che avevano visto la scena, accolgono Sancho con grande entusiasmo. Il pelosone era praticamente il “porta sorrisi” dei pellegrini!

Nota: un pellegrino ritardatario, appena visto Sancho, decide di andarsene perché evidentemente non poteva accettare di dormire nello stesso stabile con un cane.

Il giorno dopo partiamo verso le sei. Clima perfetto, temperatura meravigliosa, le strade trafficate diventano stradine di sasso che attraversano paesini, fontane e boschi di latifoglie. Finalmente posso dirlo: ”Sancho, corri, sei libero!”

Carreço

Dopo 9-10km di cammino trovo l’albergue Casa do Sardaõ, che avevo visto su internet e contattato il giorno prima (non avevo mai contattato un alloggio per sapere se accettavano il cane prima, quindi è una novità degna di nota).

Mi blocco sull’uscio, non credo ai miei occhi… Questo posto è una favola, mi toglie il fiato, semplicemente meraviglioso!!! Non ho resisto, erano circa le nove, nove e mezza di mattina, e stavano rifacendo i letti. Mi dico “questo posto è ciò che ho sempre desiderato, mi fermerò qui anche se oggi non mi sento per niente stanca”.

Che dire!? Letti nuovi, piumini con rivestimento in cotone, cuscini nuovi e profumati… dopo settimane da vagabonda, una meraviglia! Apro la porta della camera e, incredibile, vedo due cavalli, una famiglia di pecore, due gatti, un cane… il posto dei miei sogni! Gli animali sono liberi, liberi davvero – non sto scherzando – se vogliono possono scappare ma stanno bene così.

IL TRATTO PIÙ BELLO CHE ABBIA MAI VISTO NEL CAMMINO E IN VITA MIA! PAESINI DI PIETRA, STRADE DI CIOTOLI TONDEGGIANTI, BOSCHI E VALLI VERDI, FIUMICIATTOLI TRANQUILLI, E DIETRO AD OGNI ALBERO CHE FILTRA LA LUCE DEL SOLE TIEPIDO, UNA DISTESA BLU COBALTO SCONFINATA… L’OCEANO.

Afife

Approfittando di un po’ di copertura di rete avviso il mio ragazzo, gli mando la mia posizione e aggiungo “Sbrigati! Ho trovato il paradiso!”. Era l’ultimo fine settimana che Marco poteva raggiungermi da Lisbona, dopo di che sarebbe stato davvero complicato per via della distanza, svariate ore di macchina. Trascorriamo un weekend meraviglioso, solo noi, la tenda, due amache e la natura incontaminata. Il posto merita troppo, ho visto così tanti tanti pellegrini “correre” in questo tratto e con lo sguardo dire “vorrei fermarmi ma non posso”. Che peccato… avrei voluto gridare: “Fermatevi! La meta non è solo Santiago!! Se vedete un posto che vi piace fermatevi! Avete i giorni contati? Non importa! Il cammino se volete potete terminarlo in un altro momento!”. Ma non ho voluto innescare polemiche, tutto sommato ognuno deve essere libero di fare ciò che vuole… meglio per me, meglio per noi!

Strade meravigliose,in mezzo alla natura profumo di vita Sancho vi posso assicurare sprizzava gioia da tutti i pori! Più di una volta correva come un pazzo e poi tornava indietro mi guardava dritta negli occhi ma con uno sguardo ricco di gioia, salti “baci” corse da pazzo in mezzo i campi! Confesso di aver pianto di gioia tante volte, finalmente ci sentivamo liberi!

Vila Praia de Âncora

Dopo il weekend trascorro una notte al bellissimo campeggio P.C. Do Paço, monto la tenda proprio di fianco ad un fiumiciattolo con tanto di cascata e mulino. Sancho è ben visto qui, nessun problema e staff davvero gentile.

Ripartiamo! La strada risplende, l’aria è frizzante, il sole ci scalda e il mondo ci sorride!

Vilanova de cerveira

Nonostante gli ottimi propositi della mattina, arriviamo stremati in questo paesino. Il tempo nel pomeriggio era cambiato completamente, e dopo aver preso ettolitri di pioggia ci fermiamo in un bar. Sancho era fradicio, io pure e l’ultima cosa che volevo era rimettermi in marcia!
Voi direte ma che problemi ci sono, poi ti asciughi! Per me era un po’ problematico, visto che avevo uno zaino pesante e oltre a quello non sapevo se alla notte avrei dormito fuori, in campeggio, albergue… o chissà dove. Chiedo al titolare del bar se conosce dei posti dove potevamo dormire io e Sancho. Mi dice che l’unico posto adatto a me era la “pousada da joventùde”, ma che al 90% non avrebbero accettato il cane!
Immaginate: diluvia, un cane bagnato chi lo vuole?
Avevo bisogno di una percentuale che mi desse un attimino di più di speranza! Quindi chiesi: “Non c’è un posto dove posso mettere la mia tenda?”. Il titolare sorridendo mi segna il terrazzo del bar, e io accetto subito! Dopo trenta minuti il signore mi fa: “seguimi”, e mi indica una porta. Quella porta era il magazzino del suo bar. Entro, è piccolissimo, ma appena messo piede all’interno sento che per lo meno era caldo! Accetto l’offerta con gioia, ero felice, anche questa notte avevamo trovato un posto al coperto!

La strada continua in strada asfaltata misto campi misto boschi..e sopratutto dovrò salutare il mio amato Portogalloperchè stiamo entrando in Spagna!

Tui

Qui è successo un fatto incredibile! Sto camminando sul ponte che collega il Portogallo alla Spagna, quando vedo un ragazzo e una ragazza che stanno distribuendo dei volantini. Il ragazzo mi ferma, e mi chiede se voglio alloggiare nell’albergue che sta pubblicizzando. Io guardo il logo… mi è familiare ma non ricordo esattamente dove l’ho visto. Così dico al ragazzo “per me va bene, ma… ho il cane. È un problema?”. Il ragazzo mi chiede di attendere un attimo, doveva chiamare la titolare per sapere se potevamo stare li.
Dopo pochi minuti al telefono ritorna da noi, e chiede: ”Scusa, tu sei Chiara? L’italiana?”. Rispondo “Ehm… si, perché? Come fai a sapere il mio nome?”. Lui ”La signora Cristina ha detto che sei ospite nel suo albergue, ti stava aspettando!”. Io rimango assolutamente sbalordita, senza parole. Ricordavo che nel gruppo del Cammino di Santiago mi aveva scritto una certa Cristina, ma non mi aspettavo nulla del genere! È stata una sorpresa graditissima, evidentemente era destino che io e Sancho finissimo da lei!
Poco dopo, nel suo bar in centro a Tui, conosco Cristina, che oltre a riempirCi di complimenti ci offre pure la cena! Di nuovo, il cammino ci aveva fatto incontrare un’altra parte di famiglia… mi sono sentita coccolata e la sensazione era davvero quella di essere a casa!

La strada continua, 50% asfaltata, 50% in mezzo a boschi…

Porrino

A Porrino incontro quelli che sarebbero diventati i miei più amati compagni di viaggio! Fra di loro 3 polacchi, due signore e un signore, che mi avrebbero accompagnato praticamente per tutto il restante cammino! Quando dico che mi avrebbero accompagnato, intendo dire che in ogni tappa o bar ci saremmo ritrovati… non dimenticherò mai quei sorrisi! Questi pellegrini sono stati la mia forza. Addirittura, una delle signore, un giorno che non riuscii a trovare posto per dormire per me e Sancho mi disse, se il giorno dopo sarà lo stesso ti dirò dove dormo così potrai entrare dalla finestra se possibile! 🙂 Mi fece tanto tanto piacere!
Comunque, a Porrinho, dopo due ore di attesa fuori da un albergue in attesa di una decisione del “consiglio di emergenza dell’albergue” 😉 mi dicono picche. Senza alternativa, e un po’ delusa per aver dovuto attendere a vuoto, me ne esco e mi sale il magone… senza volerlo inizio a piangere, c’era una fila incredibile di pellegrini che mi stavano a guardare dalla distanza, volevo solo andarmene senza dire niente… avevo il groppo alla gola! Voi direte “sarai abituata a ricevere queste risposte… no?”. No, non mi sono mai abituata a ricevere dei rifiuti, sopratutto ingiustificati e forniti da delle persone così fredde da non sembrare umane.

Proseguo, punto ad un altro albergue, la risposta è la stessa, ma qui per lo meno la signora è stata molto gentile e ha chiamato di persona un altro albergue per verificare la disponibilità. Dopo la telefonata la signora mi guarda e fa: ”ti porterò in macchina perché vedo che siete esausti e l’albergue è lontano, ti accettano, ma dovrai dormire in giardino.”. Felicissima, la ringrazio tanto e accetto la proposta!
Il giardino dell’albergue era semplicemente perfetto, c’era tutto quello che mi serviva: un lavabo per lavare le mie cose, un erbetta perfetta per posizionare la mia tenda e un bar per cenare e usare il bagno.

Il giorno dopo ripercorro la strada che avevo lasciato, il cammino continua su strada asfaltata per un bel po’, fino ad arrivare in un bosco meraviglioso con un piccolo torrente sormontato qua e la da dei fiabeschi ponticelli in sasso! Verde, verde e verde! Sancho è al settimo cielo, e gioca con mille bastoncini di legno dentro e fuori dall’acqua, si rotola nell’erba e ne fa di tutti i colori… per lui è un parco giochi, per me il paradiso!

Redondela

È stato più o meno a questo punto del cammino che mi sono accorta della “tifoseria” che io e Sancho avevamo a modo nostro conquistato 🙂 Più volte al giorno, i pellegrini reali e quelli virtuali (su FB) ci incoraggiano a proseguire fino a Santiago. Iniziano ad arrivare messaggi tipo “saluti da Luca ai pellegrini a sei zampe”, “un abbraccio da Anna a Chiara e Sancho”, “in bocca al lupo, una coccola al pelosone”… ogni giorno! Il tifo si intensificava ogni qual volta ci trovavamo in difficoltà con l’alloggio!

Ad ogni modo, a Redondela mi dirigo subito verso un albergue pubblico, tento l’approccio strategico ma con scarsi risultati. Ormai non mi sorprendono più i “no”, ma mi danno fastidio certi atteggiamenti… sarebbe bastata un po’ di gentilezza, magari la proposta di un alternativa, ma la signorina dell’albergue è secca e non è di nessun aiuto.

Mi ritrovo per l’ennesima volta al bar, con una cerveja, scena pseudo Bukowskiana, alla ricerca di informazioni. Quando non sai più dove sbattere la testa, vai al bar e chiedi… lungo il mio cammino i bar sono stati statisticamente più utili degli uffici turistici! Non scherzo! 😂

Come volevasi dimostrare, al bar mi segnalano un albergue a pochi metri da li, dove secondo i gestori avrebbero accettato si me che il mio cane! Mi reco in quell’albergue privato, e vengo accolta da un angelo, una bellissima signora bionda con gli occhi azzurri! La signora, gentilissima, era ben disposta a registrarmi e ad accogliere Sancho. 15€ di danno, non male, il posto era carino!

La signora, originaria del Sudafrica, si trova all’albergue in qualità di aiutante. Affianca in effetti la vera padrona di casa, aiutando con i ceck-in e con la gestione generale della struttura. Anche lei, dopo aver intrapreso il cammino, si è innamorata di questi luoghi magici, e ha deciso di fermarsi a Redondela. Parliamo a lungo, ci confidiamo… le racconto da dove sono partita, come mi sono dovuta adattare, i piccoli miracoli quotidiani e la situazione finanziaria non più brillante – anzi, quasi tragica – in cui mi trovo. Chiacchieriamo per ore, nella sala solo un altro paio di pellegrini, e Sancho disteso a terra, addormentato, che muove le zampotte sognante.

Dopo una bella cena offerta dalla padrona, vado a letto, non senza aver ringraziato a dovere la owner dell’albergue, così sensibile nei riguardi di Sancho – lei stessa ha un cane e quella sera ha offerto “la cena” pure a lui!

QUELLA NOTTE CAPITA UN FATTO CHE HA DEL TRAGICOMICO CHE PREFERISCO NON RACCONTARE IN DETTAGLIO, MA HA A CHE FARE CON LA PIAZZA DESERTA E SILENZIOSA E UN RUMOROSO EPISODIO DI EHM… INCONTINENZA DI SANCHO!

Il giorno dopo, appena sveglia, mi siedo sul letto e faccio per mettermi i calzini. Sento qualcosa di strano dentro, e li mollo a terra un po’ impaurita. Non si muove niente, non è un insetto, guardo bene… e dentro trovo 100€ arrotolati!!!

Chi può essere stato…? Forse i pellegrini che dormivano accanto…?

Vi dico solo che, scesa in sala colazione praticamente in lacrime per la commozione, spiego l’accaduto alla signora della reception lei, con aria sorpresa, mi dice ”…questa è la magia del cammino, Chiara” .

Mi preparo in velocità, determinata a ritrovare i pellegrini che mi avevano fatto questo dono e ringraziarli tanto. Io e Sancho ci incamminiamo, il cuore pieno di gioia, le gambe leggere per il ritrovato buonumore, la meta: trovare questi pellegrini!

Percorriamo sentieri in terra battuta, e piste sterrate in mezzo ai boschi fino a che, giunti ad un bivio, ci troviamo con il cammino spirituale a sinistra, e a destra quello centrale… Cosa scegliere?

Il 90% dei pellegrini seguono quello centrale, perchè dicono che seguendo il cammino spirituale la strada si allunga…

Cosa mi ha fatto scegliere? Sancho! Era con le zampe posizionate a sinistra, mi ha guardato, l’ho guardato, è partito.

Sancho ha scelto il cammino spirituale. È stato un bene, dentro di me non volevo accorciare o finire il nostro cammino in fretta, stavo incontrando persone e vedendo luoghi meravigliosi.

Pontevedra

Mi fermo poco prima di Pontevedra perché incappo in un bellissimo albergue proprio lungo la via, sembrava veramente un posto carino, con tanto di giardino e… la piscina! Ero l’unica pellegrina che aveva scelto quel posto in quel particolare giorno, perciò ho goduto a pieno della situazione, l’albergue era “tutto per me”! Giunta la sera, la proprietaria mi prepara tortillas con un buon bicchiere di vino! Il cibo è davvero eccezionale, le uova erano delle galline della signora, quindi immaginate il sapore! Sancho poteva dormire nel salotto/cucina, davvero perfetto.

FOTO PIATTO CON TORTILLAS

 

La strada qui parte pian piano, per poi arrivare ad un salitone asfaltato spacca gambe, dove ho pensato di morire per il caldo e sopratutto per la pendenza. A metà della salita si mi affianca un pellegrino portoghese, e per non pensare alla fatica comincio a parlargli! Alla fine ci aiutiamo a vicenda, parlare e camminare aiuta a controllare il respiro, e dosare le energie. Se non riesci a parlare, vuol dire che stai andando troppo forte.

Finita questa salita immensa sull’asfalto rovente, ne comincia un’altra… ma fortunatamente questa è all’ombra, in mezzo a profumatissimi boschi di eucalipto. La salita è subito seguita da una discesa ripida, che costeggia una bella valle… e alla fine arriviamo in piazza a Pontevedra. E chi troviamo a Pontevedra? Ma naturalmente i nostri amici pellegrini, che avevano alloggiato con noi nell’albergue a Redondela! Corro loro incontro, li abbraccio! Al momento non ho avuto il coraggio di chiedere niente, forse perché non ero sicura al 100% che fossero davvero stati loro… ma sapevo che di li a poco li avrei ringraziati.

Armentera

Paesino piccolo, molto piccolo, niente supermercati, solo due bar in centro. Sufficiente, se non fosse che avevo davvero bisogno di cibo per Sancho! Arrivo all’albergue e la signora alla reception appena mi vede con il cane mi fa capire che il cane avrebbe potuto dormire solo alla reception, ma non in camera. La signora che non parlava una parola di Inglese mi lascia intendere che lei adora le bestie, e non potrebbe mai non accettarne nell’albergue, ma per rispetto dei pellegrini non può farlo dormire in camera. La signora mi invita a mettermi comoda e a farmi una doccia. Per tutto il tempo che sono rimasta a farmi la doccia, lei ha vigilato sul cane con grande amore! Questa cosa mi ha fatto tanto piacere… esco dal bagno rigenerata, e scendo nella hall. La signora mi guarda e mi chiede: ”El perro tien comida?”. Io rispondo che volevo comprargli qualcosa da mangiare al supermercato, ma ad Armentera non ne ho trovati. Neanche il tempo di finire, che la signora sparisce con la sua auto e dopo 40 minuti ritorna con un sacco di crocchette per Sancho! 😌

Nell’albergue di Armentera incontro per la seconda volta Lorenza, una giovane e simpatica pellegrina italiana che avevo conosciuto nell’albergue precedente. Assieme decidiamo di condividere l’arrivo a Santiago.

FOTO OCEANO E PONTE

Anche qui strada bianca mista a strada asfaltata, contornata da boschi, viette caratteristiche… e poi una spiaggia infinita e sua maestà l’oceano! In questa tratta finalmente trovo il coraggio di chiedere ai miei amici pellegrini, che incontro per strada, se erano stati loro a farmi quel dono a Redondela. La risposta mi lascia allibita: ”…we love so much, but we didn’t put any money in your socks darling… sorry!” 😱 Quindi non erano loro, forse quella signora bionda che mi era sembrata un angelo… lo era veramente!

Vilanova de Arousa

Posto di passaggio, la gente qui dice che Vilanova è il più grande porto della droga europeo, la maggior parte degli scambi avviene qui! Non male direi! 😥 Qui incontrerò un’altra giovane pellegrina, Giulia, dall’Austria. Alla fine decidiamo di coprire gli ultimi chilometri insieme: io, Sancho, Giulia e Lorenza.

La notte dormiamo in un capannone adibito per metà a palestra (al piano terreno giocavano a basket) e per metà ad albergue per i pellegrini. Dal pian terreno saliamo una rampa di scale e ci troviamo in una stanzona adibita a dormitorio, con dei letti a castello, un cucinotto e il bagno.

Da qui prendiamo il gommone alle 7.00 della mattina, costo 19€. Una bella impresa per Sancho salire, in barca ci è già stato… ma su un gommone instabile… hmmm! Alla fine il pelosone mi salta in braccio, e io lo porto “comodamente” sul gommone! Più di un’ora e mezza di navigazione, freddo e vento, ma c’è un bel panorama!

Teo

Giunte all’albergue di Teo, la prima cosa che ci viene detta dalla padrona è: “Il cane fuori!”. Non commento, e me ne vado semplicemente sul retro dell’albergue dove trovo un giardino con dei tavoli. Guardo meglio, in fondo al giardinetto vedo una tavolata con tutti i pellegrini che avevo perso per strada! Ci abbracciamo e scherziamo un po’, alla fine decidiamo di organizzare un pic-nic tutti insieme! Meraviglioso, vedevo queste persone come parte del mio cammino, parte di una grande famiglia… sono certa che anche per loro la sensazione era la stessa. Quindi? CIN-CIN, domani è un altro giorno! Ci si rivede a Santiago!

Gli ultimi chilometri sono come si suol dire “una passeggiata”, ma io non ci volevo proprio arrivare a Santiago… quindi cercavo di rallentare e fare tappe ad ogni bar che incrociavo sul cammino… Gli sguardi dei pellegrini che incontro per strada sono tutti uguali, disillusi, rassegnati… il cammino stava per finire anche per loro.

Santiago

Siamo arrivate!!! Scattano le fotografie di gruppo per immortalare il momento, come fosse il giorno della laurea… e adesso?! Qual’è il mio piano? Cosa farò? Non ho un lavoro al quale tornare, non ho progetti (ancora)… tornerò a Lisbona con Sancho, dove il mio ragazzo si trova per motivi di lavoro, e poi vedremo insieme cosa fare.

Mi reco all’ufficio turistico in centro a Santiago de Compostela, e fuori dall’ufficio incontro i miei amati pellegrini polacchi! Non so perché, ma scoppio a piangere appena li vedo. Ci si abbraccia in silenzio! Dopo qualche momento di commozione ci parliamo, dico loro che era da tanto che li cercavo, da ormai due tre tappe pensavo di averli persi. Regalai loro un sasso con una freccia gialla disegnata! Queste emozioni che sto descrivendo erano così vere, genuine, universali.

Tutto ad un tratto, da un punto indefinito dietro di me ci sentiamo chiamare “Chiara? Sancho?”. Mi giro, e vedo una coppia che mi fa: “Ti stiamo seguendo sul gruppo Facebook “cammino di santiago”! È così bello che tu abbia deciso di condividere questa esperienza con lui!”

Saluto così tutti i pellegrini, ancora qualche foto, tanti abbracci e un sincero arrivederci ai “nostri” pellegrini!

Mi reco all’ufficio turistico, le signore non mi danno molta speranza… sopratutto per quanto riguarda i mezzi di trasporto per rientrare a Lisbona. Mi incammino verso la stazione dei treni, arrivo in biglietteria… e niente, Sancho non puo salire in treno perché pesa più di 8 kg e per regolamento RENFE (ferrovie spagnole) non è ammesso a  bordo di alcun treno in Galizia.

Cosa fare? Non avevo quasi più il becco di un quattrino, mi metto così a pensare e realizzo che forse, in autostop, sarei potuta giungere al confine fra Spagna e Portogallo, e da li avrei potuto prendere il treno per Coimbra e poi per Lisbona. Quindi, con il mio bravo cartello “LISBOA” provo a fare l’autostop per un paio d’ore, ma con risultati pari letteralmente a zero (anzi, sotto zero, perché la cosa mi deprime e mi fa arrabbiare).

Chiedo alle persone per strada… nessuno sa nulla, nessuno può aiutarmi. Trovo una sola anima buona, una signora che viene con me fino alla stazione di polizia, e chiede se c’è modo di aiutarci a trovare un mezzo per rientrare. Anche in questo caso, con scarsissimi risultati.

Nel mio giro della speranza tornerò in centro Santiago con energie pari a zero, e umore sotto i piedi! 🤧

In centro incontro tre signore della Nuova Zelanda, che mi invitarono a sedermi e a mangiare qualcosa. Ringrazio, ma rispondo che ho lo stomaco chiuso… e riassumo tutta la vicenda. Al tavolo di fianco c’erano due persone che mi stavano ascoltando, una coppia di fidanzati dal Belgio. Non potendo fare a meno di sentire la conversazione, mi chiedono: “ma sai almeno dove dormire sta notte?”. Risposi di no, non avevo avuto il tempo di trovare un alloggio. La coppia belga, con grandissima gentilezza e senso di solidarietà, mi invita a trascorrere la notte nel letto extra della loro motorhome, aggiungendo che l’indomani avrei avuto più energie per pensare al mio rientro a Lisbona.

Io e Sancho trascorriamo una notte ospiti di questa gentilissima coppia di ragazzi, e il giorno seguente iniziamo con determinazione a valutare le alternative.

Scrivo al mio ragazzo che era preoccupato perché sapeva che ero bloccata a Santiago, lui inizia a contattare varie compagnie di bus, controlla BlaBlaCar, contatta compagnie di trasporti private… l’unica soluzione è prenotare un taxi da Santiago a Valenca (PT), costo 160€… (pagato da lui). Ero rimasta con poco meno di 50€, e non avevo alternative. Eravamo stanchi e demoralizzati, non potevo tornare a piedi, per quanto belli fossero i luoghi e le persone.

Dopo poche ore arriva il taxi, il conducente super disponibile carica il cane nei posti a sedere, con tanto di cintura. Si parte per Valenca.

Giunti a Valenca in taxi, entriamo in stazione dei treni per fare i biglietti per Porto. Se il cane ha tutti i suoi documenti, guinzaglio e  museruola non ci sono problemi a prendere il treno in Portogallo! Ovviamente, anziché aspettare 40 minuti aspetto 1 ora e 40 minuti – dal Portogallo alla Spagna c’è un’ora di differenza di fuso orario e io stanca morta non ci avevo fatto caso.

Arriviamo a Porto in treno, pronti a prendere un altro “comboio”, l’ultimo, che ci porterà finalmente a Lisbona! L’unico problema è che il diretto da Porto a Lisbona sarebbero stati due biglietti doppi, quindi il cane pagava quanto me (circa 24.90€ l’uno). La fortuna vuole che in questo cammino ho sempre avuto il mio ragazzo a spalleggiarmi, altrimenti non ce l’avrei mai fatta ad arrivare a Santiago a ritornare a Lisbona! Quindi grazie Marco.

Ecco che così, con un biglietto per la sottoscritta comprato online sul sito delle ferrovie portoghesi (www.cp.pt) e un biglietto per Sancho comprato in stazione, finalmente saliamo a bordo dell’ultimo treno per Lisbona!

Mappa

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